Molti anni fa, Roland Barthes pubblicò una raccolta di saggi brevi intitolata “Miti d’oggi”. Memorabile, in quel libro, la radiografia della Citroen DS, l’allora nuova e modernissima automobile francese, orgorglio del generale De Gaulle, le cui forme ispiravano visioni del futuro, e il cui stesso nome, Dé-esse, dea, segnalava la definitiva affermazione del nuovo ordine capitalista, e quasi religioso, basato sull’automobile.
I miti di allora sono crollati. L’auto sta facendo una disperata – e super-tecnologica – resistenza al suo fatale declino ricorrendo alla nostalgia. Le nuove DS di Citroen sono numerate, 2 e 3, e non sono nemmeno parenti dell’antenata, come la Mini, altra mitica auto inglese di quegli anni, oggi di Bmw, o come la Cinquecento Fiat, auto proletaria oggi offerta al ceto medio giovane e single, e naturalmente il Maggiolino Volkswagen, rieditato in versione yuppie. Ma i miti che crollano sono molti altri. Ne citerò solo due (ma chi vuole giocare può aggiungerne molti).
“Il capitano lascia per ultimo la nave che affonda”. Ecco un mito che il comandante della Costa Concordia, arenata al Giglio, si è occupato di distruggere, fuggendo per primo, cercando di portar via la “scatole nera” e rifiutandosi di risalire sulla nave quando hanno cercato di spingerlo a farlo. Eppure, il capitano della nave è stato il pilastro di ogni etica professionale, dal poliziotto “al servizio del cittadino” (Genova 2001 ha cancellato questa credenza) al commerciante “onesto” (perfino la leggendaria Apple di Steve Jobs è stata multata perché imbroglia i suoi clienti offrendo garanzie a pagamento che dovrebbero essere gratuite).
Quando ero bambino, alle elementari, ci mostravano con orgoglio le bandiere delle ex colonie italiane diventate indipendenti o in via di diventarlo grazie alla nostra illuminata “amministrazione”. La bandiera somala era di un bell’azzurro con una stella bianca in mezzo. Ecco: che ne è di somali ed eritrei? catturati dai libici nel loro tentativo di attraversare il deserto per venire in Europa, finiscono in lager finanziati dall’Italia, o vengono intercettati in mare da motovedette regalate da noi alla Libia. Una caccia al migrante per procura. Ma questo accadeva ai tempi di Berlusconi e Gheddafi, oggi in Libia c’è un nuovo governo, e anche in Italia, e il nuovo ministro dell’immigrazione e della cooperazione è un cattolico, Riccardi, di provata morale solidale. Monti sta per andare il Libia: credete voi che cambierà qualcosa, per i migranti eritrei e somali?
Un altro mitico analista dei vecchi tempi, Marshall McLuhan, diceva che “il mezzo è il messaggio”, alludendo alla potenza onnivora dei nuovi mezzi di comunicazione. Steve Jobs ha enormemente allargato l’offerta di mezzi. I messaggi nel frattempo sono diventati superflui, proprio come i miti.